PROGRAMMA
Venerdì 25 settembre
14.00 - 14.30: Registrazione e benvenuto
14.30 - 15.00: Saluti istituzionali e introduzione ai lavori a cura di Stefania Cerutti, UPO e Alberto Poletti, Fondazione PARCO ETS
15.00 - 15.45: La creatività come strada da percorrere per garantire una buona qualità della vita nelle Alpi I a cura di Thomas Bunel, Alpine Convention
Le Alpi vengono spesso percepite attraverso la lente dei loro eccezionali paesaggi naturali e del loro patrimonio ambientale. Ma lungi dall’essere un museo, le Alpi sono sempre state un territorio di adattamento, cooperazione e innovazione, dove la creatività emerge come risposta alle sfide della vita di montagna. Attingendo ai risultati del 10° Rapporto sullo stato delle Alpi (RSA 10) e ai progetti concreti della Convenzione delle Alpi, questa presentazione illustrerà come le Alpi costituiscano già un vero e proprio laboratorio di innovazione, in cui la cooperazione tra i Paesi alpini e gli attori locali genera risposte creative alle sfide ambientali, sociali e demografiche comuni. L'intervento metterà in evidenza come il mantenimento di un’elevata qualità della vita dipenda sempre più dalla creatività territoriale, in particolare nell’affrontare questioni quali il cambiamento climatico, l’accessibilità degli alloggi, l’accesso ai servizi e l’emigrazione giovanile. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo della partecipazione e dell’empowerment dei cittadini, illustrando come la creatività emerga quando le persone diventano coautrici del futuro attraverso i Living Labs, innovazione legata al territorio e iniziative guidate dalla comunità. Esempi concreti tratti dalla Convenzione delle Alpi (tra cui il Premio Accademico per i Giovani, Reading Mountains,…) dimostreranno come il coinvolgimento dei cittadini — e in particolare dei giovani — possa contribuire a costruire un futuro resiliente, attraente e sostenibile per le comunità alpine.
15.45 - 16.30: Potenziale creativo dei luoghi. Placetelling I a cura di Fabio Pollice, Università del Salento
I luoghi possiedono un potenziale creativo e questo potenziale può essere attivato attraverso una narrazione orientativa che sia in grado di valorizzare l’identità territoriale, declinandola al futuro. È questo uno degli obiettivi della Scuola di Placetelling ®: lavorare con le comunità locali alla costruzione di narrazioni territoriali che stimolino la creatività individuale e collettiva. Affinché la creatività possa divenire un fattore trainante dello sviluppo territoriale è essenziale che venga rappresentato come tale in una narrazione collettiva che ne faccia un elemento
caratterizzante e qualificante dell’identità di luogo. È evidente che questo può accadere solo in presenza di un potenziale creativo inespresso, ossia di specifiche condizioni territoriali non ubiquitarie che possano favorire l’innovazione. La riflessione, partendo dal concetto di potenziale creativo dei luoghi, si propone di mostrare come il Placetelling possa supportare le comunità locali nella promozione della creatività territoriale.
16.30 - 16.45: Coffee break
16.45 - 17.30: La fotografia come strumento di rigenerazione e recupero dei luoghi I a cura di Elena Franco, IUAV Architetta, pianificazione e politiche pubbliche
La necessità di recupero del patrimonio dismesso o in fase di dismissione rappresenta una sfida per la pratica architettonica contemporanea e una preoccupazione per chi ne detiene il possesso o ne deve governare la trasformazione in seno alle collettività locali. È in questo quadro che, ad affiancare metodologie e tecniche proprie della prassi progettuale a varie scale, possiamo registrare – quale ulteriore strumento disponibile a servizio degli attori impegnati in processi rigenerativi – la fotografia, intesa non soltanto come mero dispositivo di documentazione, ma come attivatore e acceleratore di processi di rivitalizzazione. Attraverso di essa, l’attenzione per i valori comunitari stratificati in qualsiasi bene architettonico e paesaggistico – singolo o diffuso – può entrare a far parte delle iniziative di coinvolgimento delle comunità locali, lungo tutto il processo di trasformazione.
17.30 - 18.00: Short talks - Challenge Parchi Rodari e Wonderwood I a cura degli studenti e delle studentesse UPO DISSTE
18.00 - 18.45: Creatività: istruzioni per l'uso I a cura di Francesco Schianchi, scrittore e già docente di Design
Elenco sintetico dei pre-concetti, della parole chiave che stanno alla base di una scelta e di un comportamento incentrato, espressivo della creatività. Partendo da una non definizione di creatività l’intervento intende evidenziare ciò che “sta dietro e dentro” la creatività, ossia i suoi presupposti concettuali ed espressivi, come interpretazione “originale” di: lentezza, eresia, curiosità, serendipità, intuizione, insoddisfazione, semplicità.
Cena insieme
Evento gratuito aperto al pubblico:
In fase di definizione.
Sabato 26 settembre
09.30 - 10.15: Neuroscienze e creatività I a cura di Nicola Simonetti, docente e scrittore
10.15 - 11.00: Il linguaggio degli oggetti: dalle parole alla forma I a cura di Giacomo Zucchi, Designer - Lagostina
La creatività nel design non parte da semplici segni su un foglio, ma dalla volontà di risolvere un problema e dare forma a valori intangibili. Ispirandosi a La grammatica della fantasia di Rodari, l'intervento mostra come oggi il designer sia chiamato a trasformare i vincoli in un vocabolario di forme capace di tradurre concetti astratti — come sicurezza e facilità d'uso — creando una grammatica di segni che definisca una storia coerente e unica, in cui il prodotto diventa la vera firma identitaria del marchio. Attraverso l'analisi di modelli storici, dal funzionalismo al design narrativo, l'intervento esplora l'evoluzione verso il design strategico: se Gianni Rodari insegnava che la fantasia usa le finestre per entrare nella realtà, oggi che il display è la nostra finestra sul mondo, anche il più piccolo dettaglio diventa la leva per far scattare la meraviglia.
11.00 - 11.15: Coffee break
11.15 - 12.00: Il gioco (non) si fa serio: creatività e insegnamento dell'italiano I a cura di Simone Fornara
Insegnare e imparare l’italiano è di una noia mortale, soprattutto quando si tratta di grammatica? Allieve e allievi di ogni età alzano gli occhi al cielo, di fronte a compiti di scrittura e ad esercizi di analisi logica e del periodo? Indubbiamente qualcosa di vero c’è, ma non bisogna rassegnarsi: le cose si possono sempre cambiare. L’intervento offre un rapido inquadramento su alcuni principi didattici e su alcune strategie concrete che è possibile seguire per (r)innovare l’insegnamento dell’italiano, combinando il rigore dei contenuti e lo sviluppo di competenze linguistiche con il coinvolgimento che deriva dalla creatività e dal divertimento.
12.00 - 12.45: Laboratorio: Lenti di lettura del paesaggio I a cura di Xenia Abramovich, Aalto University
L’intervento esplora il modo in cui leggiamo e interpretiamo i paesaggi urbani e periurbani attraverso diverse “lenti” spaziali. Uno stesso luogo o elemento può essere osservato nella sua struttura, nei processi che lo attraversano, nelle funzioni che svolge, nelle attività che accoglie, nel comfort che offre e nelle trasformazioni che manifesta nel tempo. Ogni prospettiva rende visibili alcuni aspetti del territorio, lasciandone inevitabilmente altri sullo sfondo.
Attraverso immagini, domande e brevi osservazioni collettive, l’intervento propone una lettura più consapevole e multidimensionale del paesaggio, mostrando come interpretazioni diverse possano orientare in modo differente le decisioni progettuali.
Ultimo aggiornamento: 25/08/2026 09:45